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Imboscata tuscolana

Ieri ho fatto un giro ai colli Albani. Nella villa Torlonia a Frascati si proponeva un vecchio spettacolo di Antonio Albanese, che ho visto in parte senza pagare il biglietto, per il fatto che vagando intorno alla recinzione di dietro mi sono imbattutto in un gruppo di pischelli e pischelle che la scavalcavano. Che dire? Era dai tempi in cui ho finito la benzina della vespa sulla braccianense - senza soldi e senza bancomat - che non provano questi brividi di avventura. Mi sono abbeverato ad un fontana in ombra mentre i piantoni guardavano altrove, e una fanciullina di Monteporzio Catone è sbucata da un albero col mio stesso intento, senza vedermi dapprima: un solo grido, un solo allarme. Ho riso poco alle battute di Alex Drastico da una panchina alla sua sinistra, lontana fra lui e il teatro delle acque. Ho vagato tornando sui miei passi, per risedermi più in là: dietro il mio posto si scorgeva ormai, bisbigliante, altrimenti invisibile, in quel foyer en plein air, un'intera ricreazione di infiltrati, che non badava allo spettacolo ma ai fatti di Valentina, che domani non potrà fare il bagno; e ai timori di Giampaolo, cui anche per questo non gliela darà. Tornato al parterre, ho ascoltato la parte sul motorino rubato. Un'autovettura della regione Lazio, il faretto sul tetto, puntato su me, che sembrava una luce di scena stranamente all'avanguardia, a raggiungere il mio palchetto così isolato, ha fatto di me l'ultimo a fuggire fra i lecci quella sera.

Pubblicato il 11/7/2004 alle 13.30 nella rubrica Diario.

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